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- E questo! Questo non l'ho mai sopportato! - E scagliò l'orologio furibonda verso il marito. L'orologio di finissima porcellana napoleonica si infranse sulla parete, crollando a terra in mille pezzi. Paul, che aveva appena fatto in tempo a scansarsi, li guardò per un attimo, sospeso tra rabbia e stupore, ma soprattutto con una forte pena per quell'oggetto che gli era tanto caro. Poi le grida della moglie invasero di nuovo la stanza.
- Mi è sempre sembrato di vedere tua madre qui sul camino, qui a spiarci, ad osservare ogni cosa! E a rimproverarmi per averti portato via da lei! A farti notare in continuazione quanto fossi peggiore di lei e non ti meritassi! - Paul si chinò, rassegnato alla furia della moglie, e prese a raccogliere i cocci dell'orologio. Sua moglie gridò nuovamente qualcosa guardando al soffitto e scappò via dalla stanza. Paul aveva smesso di ascoltarla, intento a rimettere insieme i pezzi dell'amato orologio uno per uno, senza farsi sfuggire neanche il più piccolo frammento. Sperava di poterlo ricostruire come un puzzle per rimetterlo al suo posto sopra il camino. E con cura li appoggiava su un fazzoletto, cercando di distinguere i pezzi della cassa da quelli della base che la sosteneva.
Quell'orologio ne aveva viste di tutti i colori da quando quel collezionista di Rouen lo aveva fatto arrivare dal sud della Francia. Ne aveva più di cento, di orologi d'epoca, e quando aveva sentito parlare di quello non aveva potuto resistere, avrebbe speso qualsiasi cifra pur di averlo. Lo aspettò con ansia per due settimane e quando il pacco arrivò a casa sua lo scartò con trepidazione. Nella stanza degli orologi occupava, fiero nel suo candore, il posto tra un orologio tedesco del '600 e uno olandese in legno.
Era ancora lì quando il vecchio collezionista morì. Prima di morire si era ricoperto di debiti e non ne aveva voluto sapere di vendere qualche pezzo della sua collezione per saldarli. Ora i creditori bussavano alla porta della nipote, una ragazzotta di provincia che già aveva un bel da fare per mandare avanti la sua di case. Decise di mettere tutto all'asta e non pensarci più.
Fu così che, dopo essere passato diverse volte di mano in mano, l'orologio tornò da dove era venuto, a Marsiglia, e approdò nella vetrina di un antiquario del centro. Lì attese per diversi mesi di essere notato da qualcuno. Se ne stava tranquillo al lato della vetrina, ancora splendido nel suo candore, nonostante uno straterello di polvere.
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